sabato 3 dicembre 2016

I MIEI FUMETTI NEL 2016


Zagor: Il mostro di Philadelphia
su Zagor Zenith 656/657(dicembre 2015/gennaio 2016) 
Sergio Bonelli Editore
138 tavole - disegni di Fabrizio Russo





Zagor: L'ombra del faraone
su Zagor Zenith 659/661 (marzo/maggio 2016) 
Sergio Bonelli Editore236 tavole - disegni di Marco Torricelli



Zagor: Non umani
su Zagor Zenith 664/665 (agosto/settembre 2016) 
Sergio Bonelli Editore
188 tavole - disegni di Emanuele Barison


Zagor: Gli uccisori di indiani
su Maxi Zagor 28 (settembre 2016) 
Sergio Bonelli Editore
296 tavole - disegni di Giuseppe Prisco




Zagor: Il maleficio della strega

sul catalogo "Bonelliana" (ottobre 2016)
Edizioni Rapalloonia
12 tavole - disegni di Walter Venturi



Zagor: Mo-hi-la, la palude maledetta

sull'album di figurine "Zagor, lo Spirito con la Scure"
Edizioni Panini (ottobre 2016)
16 tavole - disegni di Walter Venturi


Dampyr: La porta dell'inferno
Dampyr Speciale n° 12 (ottobre 2016)
Sergio Bonelli Editore 
160 tavole - disegni di Fabrizio Longo.






Tex: Chupacabras!
contenuto con altre storie in Color Tex n° 10
Sergio Bonelli Editore
Novembre 2016
32 tavole - disegni di Michele Rubini




Gustavo La Passera - Ginecologo
Strip umoristica pubblicata sul "Vernacoliere" a partire dal mese di ottobre 2016
Disegni di James Hogg



Una tavola umoristica intitolata "AC" e disegnata da James Hogg nel volume "U" edito da Slow Comics.


Varie vignette umoristiche pubblicate sul "Vernacoliere" e su "Enigmistica Più" con i disegni di James Hogg.













sabato 26 novembre 2016

ZAGOR: LE FIGURINE!



Sono in distribuzione in edicola, ormai da qualche settimana, le figurine della raccolta dedicata a Zagor dalla Panini. Il titolo dell'album è "Zagor, lo Spirito con la Scure" e del raccoglitore esistono tre versioni: una in brossura, una cartonata e una a tiratura limitata dalla grafica diversa e con una stampa realizzata da Alessandro Piccinelli in allegato. L'edizione in brossura a sua volta viene venduta o così com'è o in uno "start pack" che offre alcune bustine e una maxi card fuori serie. L'edizione limitata è stata distribuita solo tramite prenotazione via Internet in un numero ristretto di copie (del resto il senso di queste operazioni è appunto quello di offrire ai collezionisti più accaniti qualcosa di raro ed esclusivo). In ogni caso, la gestione del marketing è appannaggio dell'editore, cioè la Panini: io mi sono limitato a scrivere, per conto della Bonelli, i testi di accompagnamento di ogni figurina e di introduzione a ogni paginata. La cura delle singole immagini (scelte con cura, ripulite dai ballon e ricolorate anche con effetti metallizzati e fosforescenti nel buio) è stata di Graziano Romani e di Giovanni Mattioli, con l'ausilio dei grafici sia della Panini che bonelliani - a cui va il mio ringraziamento per il gran lavoro svolto con pazienza e disponibilità nonostante i tempi stretti che avevamo a disposizione. 


L'album contiene anche una storia indedita, "Mo-hi-la: la palude maledetta", scritta da me e disegnata da Walter Venturi. Si tratta di sedici tavole che cercano di spiegare perché l' isolotto in mezzo alle sabbie mobili scelto dallo Spirito con la Scure per costruirci la sua capanna avesse fama di essere infestato da presenze misteriose e malefiche, come si dice ne "La foresta degli agguati" (la prima striscia della serie). La storia inedita è più lunga di quella che Boselli e Piccinelli realizzarono lo scorso anno per l'album di figurine di Tex, e tutta la raccolta conta del resto più pagine  e più stickers.  Gli zagoriani che soffrono spesso di un senso di sudditanza nei confronti della considerazione che gode Aquila della Notte avranno di che esserne soddisfatti. C'è anche di che rallegrarsi del fatto che il Re di Darkwood abbia raccolto il convinto interesse della Panini, a testimonianza di come il nostro eroe sia sempre, e sempre di più, sulla cresta dell'onda. Il gran numero di iniziative, di gadget, di saggi, di mostre che vede Zagor al centro dei riflettori la dice lunga circa la salute del personaggio, a dispetto dei profeti di sventura che si stracciano le vesti ogni volta che una storia o un disegnatore sembrano (ai loro occhi) tradire l'ortodossia. 

Che io sappia la raccolta di figurine ha avuto un lancio stratosferico a Lucca Comics e la mia impressione è che stia andando bene anche in edicola. Parlando con i lettori e i collezionisti che incontro tutti mi raccontano di album comportati e di seconde raccolte avviate con i doppioni, doppioni oggetto peraltro di fervidi scambi e di mancoliste da spuntare (è questo, anche, il bello del gioco - perché di gioco si tratta). In ogni caso, una volta che l'album è completato si può sfogliare come un coloratissimo libro godibile da tutti, grandi e bambini.

Tuttavia, in un contesto di apprezzamento generale, ho sentito anche alcune critiche a cui proverò a rispondere. Qualcuno, a quanto pare, ha storto il naso di fronte alla scelta di selezionare soltanto illustrazioni di Gallieno Ferri. Per quanto mi sembri assurdo vedere contestare il maestro ligure, credo di aver capito che le recriminazioni nascano da due considerazioni: Zagor è stato disegnato anche da altri e a tutti bisognava dare rappresentanza; inoltre Ferri non ha mai raffigurato alcuni personaggi (per esempio, non so, Billy Boy Kirby o Guedé Danseur) pertanto esclusi dalla raccolta. Ora: l'album ha voluto essere un preciso omaggio a Gallieno in quanto realizzato a pochi mesi dalla sua scomparsa, nel quadro di una serie di celebrazioni che lo hanno visto ricordare in più occasioni, per esempio proprio a Lucca, e che proseguiranno con un Magazine a lui dedicato nel 2017. Di fronte a Ferri non ci dovrebbero essere discussioni. Inoltre, se avessimo dovuto dare spazio a tutti i disegnatori che hanno collaborato alla saga zagoriana sarebbe stato necessario dedicare un gran numero di figurine (e di pagine) proprio a questa carrellata. 

Ipotizzando di averlo fatto, secondo voi Franco Donatelli avrebbe dovuto avere lo stesso spazio di Cubbino o Chiomenti? E se ogni disegnatore avesse al contrario goduto di un numero di stickers proporzionale al proprio contributo, come stabilire, con il bilancino, le immagini di Pini Segna e Francesco Gamba, Roberto D'Arcangelo o Stefano Andreucci? E che cosa rispondere alle obiezioni di chi avesse contestato una figurina in più riservata all'uno o all'altro? Meglio, sicuramente meglio, tagliare la testa al toro riservando tutto l'album a Ferri, punto e basta. Nessuno, di sicuro non io, nega la bravura e l'apporto di un autore indimenticabile come Franco Bignotti: ma non si tratta di un saggio, o di una tesi di laurea su Zagor, si tratta di un album di figurine. Non c'è da tener conto soltanto dei super-appassionati e degli esperti, ci stiamo rivolgendo a un pubblico molto ma molto più vasto, composto anche dai collezionisti Panini o di altri coinvolti per caso o per curiosità. Più che il problema di non trascurare Giancarlo Tenenti o Renato Polese si deve tener conto della necessità di offrire un prodotto accattivante, bello da vedersi, affascinante. E l'omogeneità garantita dalla scelta di puntare soltanto su Ferri è la miglior garanzia riguardo questo tipo di risultato. Va detto poi che Gallieno ha raffigurato tutti i personaggi principali, persino alcuni non presenti nelle sue storie, come il Going-Going, Marie Laveau o l'Arciere Rosso: l'ha fatto sulle copertine o nella galleria de "Il mondo di Zagor", la rubrica in appendice alla ristampa con la costolina gialla. Perciò, se proprio manca Eddy Rufus facciamocene una ragione: lo spazio è a quel che è.

Altra obiezione: nelle cards denominate "personaggi indimenticabili" e "le copertine storiche" avrebbero dovuto esserci altre immagini. Per esempio: perché la card n° 10 raffigura la strega Yaska, che appare in una sola storia, mentre non c'è Drunky Duck, presente in decine di racconti? E perché c'è la copertina de "L'abisso verde" mentre manca quella de "L'uomo lupo"? Cominciamo col dire che le cards sono soltanto 36 e dunque qualunque scelta si fosse fatta avrebbe potuto venire contestata. Potrei proseguire dicendo che per me Yaska è indimenticabile e che nessuno può negare che "L'abisso verde" sia un numero storico, perciò non è che viene contestato Assalonne Tipperary (che infatti non c'è) o la cover di una fanzine (escluse dal novero). Del resto la cover de "L'uomo lupo" è presente con lo sticker  n° 77 a pagina 18 e Drunky Duck c'è a pagina 48 con la figurina 191. Il punto è che certi personaggi (amici, nemici, alleati, mostri) sono rappresentati nelle loro sezioni e le card hanno offerto l'occasione per colmare alcuni "buchi" creati altrove dalla mancanza di spazio. Ogni immagine è stata pensata e ripensata, di sicuro scelta con cura fra tante altre possibili. Ricordo infinite discussioni con Graziano Romani per capire dove mettere Gelsomino e Serafino piuttosto che Kruger e Meyer. Ogni alchimia aveva controindicazioni ed effetti collaterali e fino all'ultimo sono stati fatti aggiustamenti, nella consapevolezza che avremmo avuto contestazioni da parte di qualcuno, Però a un certo punto bisognava prendere delle decisioni e, per un motivo o per l'altro, quel che è venuto fuori è stato quello che è finito in edicola. Il mio consiglio è: attaccate le figurine e sorridete. Buon divertimento!


lunedì 21 novembre 2016

CHUPACABRAS!


E' in edicola in questi giorni il Color Tex n° 10, intitolato "Il mescalero senza volto e altre storie". L'albo contiene cinque storie brevi e a colori, scritte da Barbieri, Boselli, Burattini, Rauch e Testi  e disegnate da Bocci, Dotti, Laurenti, Rubini, Venturi (in ordine alfabetico). Per una inquadratura generale della pubblicazione può essere utile leggere la recensione di BadComics, cliccando qua. Se permettete, io mi limiterò a dire qualcosa sull'episodio a mia firma, intitolato "Chupacabras!", splendidamente illustrato da Michele Rubini (con il quale avevo già lavorato su Zagor, con la storia "La morte sospesa", in quattro albi). 

Innanzitutto, si tratta della mia seconda prova su Tex, dopo "Incontro a Tularosa" (disegni di Giuseppe Camuncoli), pubblicato su un Color di un paio di anni fa. Poiché non c'è due senza tre, ho già consegnato, nel frattempo, una terza sceneggiatura texiana che è stata affidata a Raffaele Della Monica (un altri che di solito lavora con me sulle tavole dello Spirito con la Scure, ma che ha un passato di autore anche di Aquila della Notte). E' probabile (e io ci spero) che Mauro Boselli mi chieda di lavorare su un quarto e forse un quinto episodio, ma ne parleremo a tempo opportuno. Scrivere per Tex è impegnativo e faticoso: sento la responsabilità di dovermi presentare con tutti i documenti in regola di fronte a un pubblico attento e numerassimo ed è come giocare in Nazionale venendo dalla Fiorentina. In più, scrivere un Tex interessante  potendo avere solo trentadue tavole a disposizione è impresa improba. Non pretendo di fare gol, ma spero di contribuire al risultato. Il Color Tex esce poi nello stesso momento dello Speciale Dampyr a mia firma, "La porta dell'inferno", accolto con molto favore dal pubblico, e dunque serve a dimostrare che sono in grado di cavarmela anche con altri personaggi oltre a Zagor (il mio eroe del cuore che, finché dipenderà da me, comunque mai abbandonerò). "

"Il mescalero senza volto e altre storie" presenta racconti western intrigarti ma di stampo tutto sommato tradizionale, "Chupacabras!" è l'unico dell'albo a uscire dai canoni per proporre una contaminazione horror. Contaminazione, tuttavia, che si basa su una creatura,  un folcloristico succhiatore di sangue del Sud Ovest, legata alle leggende messicane di cui ancora oggi si parla nei programmi di Giacobbo e là dove si affrontano temi legati alla criptozoologia. Una disciplina, questa, considerata pseudoscientifica, ma non per questo priva di interesse: gli studiosi che se ne occupano cercano di verificare l’attendibilità delle segnalazioni di specie animali su cui si hanno solo segnalazioni e prove indirette (testimonianze, impronte, foto dubbie e via dicendo) ma non l’evidenza di un esemplare catturato vivo, o dei suoi resti da esaminare. A fondare e teorizzare questo tipo di indagine fu lo zoologo belga Bernard Heuvelmans che, nel 1955, scrisse un saggio intitolato “Sulle tracce delle creature ignote”. Secondo lui, la materia avrebbe dovuto essere una branca della zoologia tradizionale ma la comunità scientifica non l’ha mai riconosciuta come tale, ritenendola più affine allo studio delle leggende e lontana dalle metodologie scientifiche. Tra le specie animali di cui non è mai stata provata l’esistenza, nonostante ci sia chi racconta di averli visti, oltre allo Yeti e al Sasquatch ci sono, solo per fare degli esempi, il Mostro di Loch Ness, la Bestia dello Géveudan e il Chupacabras (quest’ultimo, una sorta di grosso cane, o piccolo orso, munito di aculei dalla testa alla coda, che vivrebbe nelle zone desertiche del Centro America). Va detto che almeno uno degli animali considerati fantastici di cui si è occupata la criptozoologia si è poi scoperto essere realmente esistente: si tratta del calamaro gigante, di cui sono stati catturati anche alcuni esemplari. Molti delle creature che hanno attirato l’attenzione di Heuelmand hanno anche offerto spunti a non finire per romanzi, film e fumetti. 






lunedì 7 novembre 2016

LA PORTA DELL'INFERNO




E’ in edicola da qualche giorno “La porta dell’inferno”, lo Speciale Dampyr n° 12, da me sceneggiato per i disegni di Fabrizio Longo. Sono le mie prime 160 pagine scritte per Harlan Draka e anche per Fabrizio si è trattato di un esordio, sia in casa Bonelli che in casa Boselli. Il sito della Casa editrice ha pubblicato una mia intervista al disegnatore,  intitolata “Benvenuti all’Inferno”, preceduta da questa introduzione a mia firma.


Nonostante i miei venticinque anni di esperienza alle spalle, quando Mauro Boselli mi ha chiesto di scrivere una storia di Dampyr mi sono sentito tremare le vene ai polsi. Le storie di Harlan Draka non sono mai, come sanno bene i lettori (e benissimo gli sceneggiatori), un compitino da sbrigare con la mano sinistra. Al contrario, richiedono originalità d’invenzione e ricchezza di documentazione, oltre che rispetto di una linea editoriale e di uno standard qualitativo stabiliti da oltre quindici anni di storie che hanno costruito un universo e una continuity da cui non si può prescindere. Vista la competenza con cui Boselli maneggia materie complicatissime come i miti celtici, le leggende scandinave e i cicli arturiani, ho pensato che avrei potuto cavarmela soltanto trattando temi in cui anche io sono un minimo ferrato, come la letteratura italiana, la filologia dantesca e la storia fiorentina.


Appunto da toscano qual sono, ho pensato di ambientare proprio a Firenze la vicenda che ero chiamato a scrivere. Poi, riflettendo sulle tematiche horror tipiche della saga dampyriana, sono partito dal presupposto che il racconto più orrorifico mai concepito da mente umana sia la discesa negli inferi di Dante Alighieri: ho immaginato dunque una storia in cui Harlan compisse quello stesso viaggio. Per inciso, una annotazione: “tremar le vene e i polsi” (la frase da cui sono partito), è appunto una espressione dantesca usata nel primo canto dell’“Inferno”: “Vedi la bestia per cu’ io mi volsi /?aiutami da lei, famoso saggio / ch’ella mi fa tremar le vene e i polsi". Tutto torna.

Quanto alla documentazione, oltre a leggere un bel po’ di saggi e far ricorso agli appunti universitari, ho consultato un vecchio amico, Alessandro Monti (noto anche in ambito fumettistico per aver collaborato con me in vari saggi critici e alla rivista “Dime Press”): Alessandro è oggi un insegnante e uno storico di professione e lavora abitualmente in ricerche di archivio su vecchi testi e carteggi medievali e rinascimentali. Dai miei consulti con lui derivano molti dei particolari riguardanti le tecniche di studio dei codici antichi che vengono spiegati ne “La porta dell’inferno”, appunto la storia di Dampyr che sono poi andato a scrivere. Non a caso uno dei personaggi del racconto si chiama Montanari e ha appunto lo stesso aspetto del mio “consulente”. A illustrare le 160 tavole dello Speciale – in edicola dal 22 ottobre – è stato chiamato un esordiente (solo in campo bonelliano, in realtà disegnatore con già alcune esperienze alle spalle): Fabrizio Longo. La sfida che si è trovato davanti era davvero pazzesca: visualizzare gli scenari danteschi confrontandosi con le illustrazioni di incisori del calibro di Gustave Dorè e pittori di ogni epoca. L’impresa è stata portata a compimento con i risultati che finalmente sono gli occhi di tutti. 

Per leggere il seguito vi rimando appunto all’intervista che ho fatto a Longo, leggibile cliccando qui

Moreno Burattini e Fabrizio Longo
Rinnovo a Fabrizio i miei complimenti per come è riuscito a confrontarsi con gli scenari danteschi, impresa davvero non facile, nel rispetto delle descrizioni del Sommo Poeta che, davvero, ha scritto uno de testi più orrorifici della letteratura mondiale. Fra tanti mostri e tante visioni apocalittiche, il vero dramma (quello che più sconvolge) è il dato di fatto di non poter morire: il dolore si rinnova senza fine, come sperimentano Dampyr e i suoi compagni finiti nell’Inferno di Dante, là dove, quando si entra, si lascia ogni speranza, anche quella della morte.

Una curiosità riguarda il cameo (una vera e propria piccola parte, a dire il vero) di Desdemona Metus, ovvero quella Desdy che con il soprannome de “L’Insonne” (dal titolo del programma radiofonico che conduce) è stata protagonista di più incarnazioni editoriali: creata nel 1994 da Giuseppe di Bernardo e da Andrea J. Polidori adesso sembra pronta per una serie TV (o una pellicola cinemotografica?) tutta sua. Essendo Desdemona fiorentina, portando Harlan a Firenze mi è sembrato giusto creare un team up non ufficiale (non si fa mai il nome della ragazza per esteso) d’accordo con Boselli e Di Bernardo. Guarda caso, fra le sue esperienze precedenti a Dampyr, Longo annovera anche un episodio dell’Insonne.

Nei giorni seguenti l’uscita dello Speciale si sono succedute numerose recensioni. Finora, i giudizi che ho letto sono più che positivi, talvolta entusiasmanti. Ne segnalo qui alcuni. estratti. Ringrazio in ogni caso tutti, anche chi avesse espresso pareri meno lusinghieri, per l'attenzione.  In calce troverete l'invito a una presentazione culinaria de "La porta dell'Inferno" prevista per il 18 novembre 2016 a Firenze, al ristorante "Il Latini" (un vero paradiso gastronomico). Ci saremo io e Longo e anche tanti altri autori.


Bad Comics



La narrazione e l’arte di queste tavole pensate ovviamente per un prodotto di intrattenimento, sono capaci di un trasporto insolito: riescono a catturare e a trasmettere al lettore alcune delle emozioni centrali del capolavoro originale: il tormento e il totale abbandono a cui sono condannate le anime dei peccatori in quei luoghi di pena e di indicibile dolore, che non viene risparmiato neppure ai nostri eroi.
Pensavamo finora che l’Inferno di Dante avrebbe smesso di angosciarci dimenticate le interrogazioni e finite le scuole. Ci sbagliavamo: Malebolge e dintorni possono ancora rappresentare un incubo, come pure l’occasione per godersi un’incredibile esperienza horror.


Gli Audaci



Emerge con chiarezza il ricco apparato di documentazione al quale si sono rivolti gli autori: lo stesso Burattini in un recente articolo/intervista ha dichiarato di essersi avvalso della consulenza dello storico Alessandro Monti (citato anche nella storia nella figura del Professor Montanari), mentre visivamente è evidente anche a uno sguardo superficiale che Longo ha studiato ed assimilato le incisioni di Gustave Dorè per dar vita a delle tavole al contempo personali ma colme di citazioni. Tutti i passaggi dell'albo ambientati all'Inferno sono caratterizzati da una perizia e una minuziosità nella rappresentazione grafica che rendono la lettura particolarmente piacevole, con il verosimile risultato di spingere il lettore con minor memoria degli studi classici a rileggersi una delle opere fondamentali della letteratura italiana.


Nerdgate


Un albo molto interessante, godibilissimo sia da chi segue ogni mese le avventure del Dampyr, sia da chi invece ne è completamente digiuno. La storia è infatti auto conclusiva e non eccessivamente legata a fatti accaduti in pubblicazioni precedenti.
Un ottimo lavoro, che consiglio caldamente a tutti!

A6Fanzine


Un gran bel volume da collezione che ci catapulta lì all'inferno, dove l'incubo prende realtà e le anime entrano in un loop senza fine. Bellissime i disegni e le ambientazioni di Fabrizio Longo, il quale riesce a far prendere vita quei mostruosi personaggi che abitano l'inferno e che speriamo di non incontrare mai.

Zagor e Altro



Questa prima storia dampyriana di Moreno Burattini mi ha davvero appassionato. L’idea di un’antica magia che, per un accidente, riesce a conferire concretezza all’Inferno immaginato da Dante Alighieri nella Divina Commedia, l’ho trovata davvero originale. Lo sceneggiatore non si è limitato “escogitare” un modo per poter far interagire i protagonisti della serie con i personaggi e l’ambientazione di un’opera letteraria, ma – da razionalista (a volte fin troppo) qual è – ha trovato una spiegazione oggettivamente plausibile perché ciò potesse accadere.
Da studente di liceo classico avevo passato ore e ore a studiare le cantiche dantesche ed è stato per me molto bello poter ammirare in un fumetto “drammatico” le raffigurazioni di personaggi e situazioni in precedenza solo immaginate. C’è davvero tutto l’essenziale dell’Inferno.

mercoledì 19 ottobre 2016

ZENITH 666


E' da qualche settimana in edicola "Zenith 666", ovvero il n° 615 di Zagor, scritto da Luigi Mignacco e disegnato da Luigi Piccatto e Renato Riccio. Il titolo fa riferimento al numero 666 che c'è in costolina in quanto la numerazione della collana Zenith (che dal 1965 pubblica le storie dello Spirito con la Scure) è aumentata di 51 unità rispetto alla numerazione della serie zagoriana in quanto tale (Zagor appare sul n° 52 della Zenith, che in precedenza aveva ospitato altri personaggi). Il destino ha voluto che il numero della bestia citato dall'Apocalisse (e leggibile sulla targa di un certo maggiolino) giungesse in edicola su quest'albo proprio quando su Dylan Dog si festeggia il trentennale dell'Indagatore dell'Incubo, con uno speciale a colori di Recchini/Cavenago. 

Siccome Tiziano Sclavi, prima di creare l'inquilino di Craven Road, ha fatto le sue prove generali proprio sulle pagine del Re di Darkwood, scrivendone storie molto particolari in cui è riconoscibile la sua personale calligrafia, ecco l'idea di celebrare il grande Tiz ricordando il suo contributo alla saga dell'eroe dalla casacca rossa. Queste le premesse.  Luigi Mignacco, di concerto con il sottoscritto, ha proposto un modo per far tornare in una sola storia di 94 pagine personaggi e luoghi nati dall'immaginazione di Sclavi e creare un pur piccolo collegamento fra gli universi dei due personaggi. Si è deciso quindi di farne un numero speciale tutto a colori, illustrato da uno dei caposaldi grafici di Dyd, uno dei disegnatori "storici" della testata. 

Date queste premesse, era lecito immaginare che tutti sarebbero ben lieti di festeggiare l'evento con una pubblicazione del genere: un bel regalo per i lettori zagoriani, che al medesimo prezzo di sempre avrebbero avuto un numero in policromia e l'omaggio allo Spirito con lo Scure di un grande autore come Piccatto. E in effetti il risultato è stato premiato da lusinghiere recensioni (di cui fra poco darà conto). Però, navigando in rete ci si può imbattere in un articolo di "Giornale Pop" in cui si danno giudizi sostanzialmente postivi, ma con questo titolo: "Zagor incontra Dylan Dog tra le polemiche".  Arrivando in fondo al pezzo mi sono meravigliato di leggere: "Se da una parte questo albo è veramente speciale, tutt’altro che speciale è l’accoglienza di una parte dei lettori di Zagor che non hanno apprezzato il racconto. Sarebbe troppo lungo fare l’elenco delle critiche: taluni hanno perfino detto che sarebbe stato meglio pubblicare questa storia in un albo fuori serie".

C'è davvero di che stupirsi, perché "Zenith 666" è effettivamente un albo fuori serie da tanti punti di vista. E' disegnato da un illustratore "fuori serie", è chiaramente celebrativo, rende omaggio a un autore "sopra le righe" come Sclavi che era "fuori serie" (nel senso buono dell'espressione) e con uno stile personalissimo già per proprio conto, è a colori e autoconclusivo come si fa nelle grandi occasioni e non nella normale programmazione, si rivolge anche ai lettori di un'altra serie quale appunto Dylan Dog (con la speranza magari di convincerne qualcuno a seguire pure Zagor): insomma, sfugge il perché di una critica tanto assurda come il pretendere la pubblicazione al di fuori della collana, cosa che peraltro avrebbe tolto il divertimento di giocare con il numero 666. Un albo intitolato "Zenith 666", nato appunto per la clamorosa coincidenza fra due eventi, doveva per forza essere un albo Zenith ed essere numerato 666 in costolina. Che diamine si voleva? Dunque: obiezione respinta.

Dopodiché, anche nella sere regolare sarà pur consentito fare un numero speciale un tantino più originale, spero. Vero è che a leggere certi commentatori passa la voglia di sperimentare e se non ci soccorresse la lucidità verrebbe da fare il proposito di non creare più eventi e riscaldare sempre la solita minestra (al che però i detrattori per partito preso si lamenterebbero comunque). "Zenith 666" non va letto come un normale albo di Zagor ma come un omaggio a Sclavi. I disegni di Piccatto sono invece un omaggio di Piccatto (felicissimo di aver realizzati l'episodio) alla leggenda dello Spirito con la Scure. Chi poi non vuole celebrare Tiz e non gradisce gli omaggi verso il Re di Darkwood dal mio punto di vista non è una bella persona, ma pazienza. Con il  numero 667, "Vampiri!", tutto rientra comunque nella normalità.


Su "Sbam!Comics" così scrive Roberto Orzetti:

Un vero incrocio dylan/zagoriano, dunque, e non solo per gli aspetti editoriali. come vedrete leggendo la ricchissima storia di questo albo e come si evince anche a prima vista dalla vignetta di Cico che vedete a lato. Scritta da Luigi Mignacco e disegnata, in uno stile davvero mooooolto dylaniato e poco zagoriano, da Luigi Piccatto e Renato Riccio,  è ambientata nel mondo di Golnor, già teatro di una classica storia di Zagor, firmata dallo stesso Sclavi. Lo Spirito con la Scure è sulle tracce di un misterioso uomo incappucciato, che ha fatto letteralmente sparire la tribù di Lupo Solitario (altra vecchia conoscenza sclaviana), le cui tracce si sono perse in prossimità del Lago Arcobaleno: un luogo molto evocativo, sul cui fondale giace, circondato da oro e cadaveri in egual misura, un antichissimo galeone (eh eh…) perfettamente intatto. In quel mondo fantastico, cui si accede solo tramite il Libro del Tempo, Zagor reincontrerà i vecchi amici Galad ed Elchin, con i quali condurrà l’assalto al rifugio dell’incappucciato. Con Zenith 666 si certifica qualcosa che manderà in sollucchero parecchi appassionati: se già non esiste, ci stiamo avvicinando alla creazione di un vero e proprio Universo Bonelli. Questo era già molto chiaro leggendo Nathan Never 300, ma ora scopriamo che questo mondo ha addirittura una sua continuity, visto che Zagor ricorda l’incontro con Dragonero dello scorso anno. Chissà che non salti fuori tra qualche anno un bel crossover stile Marvel… Ma forse stiamo sognando troppo.

Su "Zagor e altro" ecco il commento di Marco Corbetta:


La storia mi è piaciuta, anche perché mi ha dato l’occasione di poter rivedere tanti personaggi della mia “giovinezza zagoriana” come Lupo Solitario e tutti coloro che popolano il mondo di Golnor (con persino dei richiami a Devil Mask); inoltre il ben orchestrato colpo di scena finale, con la spiegazione di come Xabaras abbia potuto creare i suoi zombi, mi sembra molto azzeccata. Trattandosi, appunto, di una “operazione” celebrativa in cui vari personaggi ed avventure zagoriane scritte da Tiziano Sclavi convergono in un’unica storia, è chiaro che qualche forzatura è inevitabilmente presente, soprattutto laddove, del tutto casualmente, Lupo Solitario e “Digging” Bill si mettono contemporaneamente in contatto con Zagor chiedendo il suo aiuto per la medesima missione: ritrovare le sorgenti del Susquehanna. Ma se queste coincidenze in sede di sceneggiatura ci possono sembrare eccessive, che dire allora di quella che ha fatto sì che l’uscita dello Zenith 666 coincidesse con i 30 anni di Dylan Dog? In ogni caso, riuscire a concentrare il tutto in sole 94 pagine non era compito semplice e ritengo che Mignacco sia riuscito nel suo obiettivo, che già ho evidenziato all’inizio: festeggiare nel contempo i 30 anni di Dylan Dog e il suo creatore Tiziano Sclavi con un albo zagoriano del tutto speciale.
Così come “speciali” sono da considerarsi i disegni di Luigi Piccatto, che qualcuno ha criticato come troppo lontani dal canone zagoriano. A me non sono dispiaciuti, proprio perché questo albo è, nella sua originalità, irripetibile. Da ultimo, è doveroso anche segnalare la bellissima cover di Alessandro Piccinelli che prende sulle sue spalle il gravoso compito di sostituire nel ruolo di copertinista di Zagor il mai troppo compianto Gallieno Ferri. Anche questa circostanza rende lo Zenith 666 un albo unico nel suo genere!

Su "Splash Page" ecco il parere di Marco Russo:


Sì, perché tutti gli “zagoriani DOC” che rifiutano i cambiamenti dopo cinquantacinque anni di pubblicazioni (ho letto lamentele assurde rivolte contro i disegni di Barison dei numeri scorsi) sono solo degli egoisti. Vogliono davvero che Zagor muoia con loro o sperano che possa emozionare anche i loro figli e nipoti? Quindi, caro signor Burattini (il curatore della testata), e cara Bonelli tutta, se ve ne può fregare qualcosa, sappiate che avrete tutto il mio sostegno se imboccherete questa nuova strada.



"Lo Spazio Bianco" invece la pensa così, grazie a David Padovani:

Mignacco è stato capace di fondere insieme l’immaginario sclaviano di Zagor con quello di DyD, senza tradire l’essenza narrativa e storica dello Spirito con la scure, anzi ricordando ai lettori come alcune caratteristiche siano proprie anche dell’eroe di Darkwood, fin dai suoi esordi.

lunedì 10 ottobre 2016

IL DONO DELL'UBIQUITA'



Una delle domande che mi vengono rivolte più spesso è dove trovo il tempo per scrivere e fare tutto quello che scrivo e che faccio. Anche sabato scorso, in un incontro presso la biblioteca San Giorgio di Pistoia dove sono stato invitato a raccontare la mia attività, Luca Boschi che mi introduceva mi ha chiesto esattamente questo.


Naturalmente non ho la minima idea neppure io di come faccia, e anzi direi che mi viene naturale: non sono neppure convinto di fare qualcosa di troppo speciale. Tuttavia, per far gonfiare la leggenda della mia ubiquità che un giorno potrebbe portarmi agli onori degli altari (dato che San Moreno non esiste e si dovrò pur ovviare a questo inconveniente), ecco la cronaca di un po' di cose che mi riguardano e che potrebbero interessare i collezionisti di cimeli burattiniani, in attesa di quelli che un giorno di contenderanno le reliquie.




Tanto per cominciare, mica vi sarete persi l'albetto "Incontri impossibili" distribuito a Nichelino (Torino) il 18 settembre? Si tratta della raccolta delle mie sessanta battute fotografiche realizzate facendo incontrare le statuette di svariati  personaggi dei fumetti (e mostrate su Facebook e su questo blog), più quattro interviste, altrettanto impossibili, a Zagor, al Comandante Mark, ai Fantastici Quattro e a Dylan Dog, pubblicate sulla fanzine "Collezionare". Formato quaderno, copertina di Tino Adamo, duecento copie numerate (e in un bel po' di casi firmate).




E che dire della storia inedita di Zagor contenuta nel catalogo "Bonelliana" distribuito a Rapallo il 1° ottobre, in occasione dell'edizione 2016 di "Rapalloonia"? Si tratta di dodici tavole magistralmente illustrate da Walter Venturi in cui lo Spirito con la Scure e Cico vengono magicamente trasportati in Liguria dalla Strega Nocciola (o da una sua parente molto somigliante) e si scontrano con Carlo Chendi, lo sceneggiatore disneyano che più di ogni altro ha reso la megera protagonista di esilaranti avventure con Pippo. Il titolo è "Il sortilegio della strega". Fatemi sapere se vi ha divertito leggere questo racconto quanto io mi sono divertito a scriverlo.





Sempre io e Walter Venturi siamo gli autori di una storia inedita di 16 tavole contenuta nell'album di figurine di Zagor pubblicato dalla Panini (il lancio avverrà a Lucca Comics 2016). L'episodio si intitola "Mo-hi-la, la palude maledetta" e spiega perché Zagor scese proprio quell'isolotto che ben sappiamo per costruirci sopra la sua capanna. Le seduci tavole originali di Walter potranno essere vinte da altrettanti lettori in un concorso a premi legato alla raccolta. Ne parleremo meglio in un prossimo futuro. L'album, curato da me e da Graziano Romani, presenta soltanto immagini di Gallieno Ferri, e ha per copertina il disegno quasi inedito che vedete qui sotto.



E' possibile persino leggermi su "Enigmistica Più", dato che da qualche tempo ho realizzato il mio sogno (di cui una volta ho parlato) di pubblicare vignette umoristiche. Io scrivo i testi e il bravo James Hogg (disegnatore fiorentissimo a dispetto del nome) le illustra.




Con James realizzo da qualche tempo anche vignette per "Il Vernacoliere", il giornale satirico di Livorno distribuito in mezza Italia. Dopo un po' di battute sparse, io e Hogg abbiamo proposto a Mario Cardinali (storico direttore della rivista) un nostro personaggio: il Prof. Gustravo La Passera - ginecologo. Si tratta di un character, ovviamente, in linea con la pubblicazione e dunque non si scandalizzino i benpensanti. Mi chiedo però se debba inserirlo nelle mie biografie ufficiali sul sito Bonelli o su Wikipedia. In ogni caso mi auguri che non lo sappia mai la mia mamma. La prima striscia ha esordito sul n° 1005 datato ottobre 2016, speriamo di portarlo avanti il più a lungo possibile.


Giovedì 6 ottobre mi sono recato a Rivoli (Torino) dove si stanno svolgendo le riprese del film "Massimo ribasso", con la regia di Riccardo Jacopino. Riccardo è stato il regista del documentario "Noi, Zagor" (presto in DVD), ed è un mio amico dai tempi del liceo. In questa sua nuova pellicola, che vede nel cast Luciana Littizzetto, ha voluto che io comparissi in una piccola scena, poco più che un cameo, nei panni del direttore di un supermercato che sorprende una taccheggiatrice, interpretata dalla bella e brava Viola Sartoretto. Sarò curioso di rivedermi al cinema.

Moreno Burattini con Riccardo Jacopino


Riccardo Jacopino durante le riprese del film "Massimo ribasso"


Con Viola Sartoretto e Matteo Carlomagno., interpreti principali del film "Massimo ribasso"

Per concludere, se volete intercettarmi durante le mie apparizioni ubique, l'appuntamento è per sabato 15 ottobre alle ore 16 presso la libreria "Games Academy" di Milano, quartiere Piola. Con me ci sarà il nuovo copertinista di Zagor, Alessandro Piccinelli. Mi darà piacere se qualcuno di voi verrà dicendo che ha letto la notizia proprio qui.



mercoledì 5 ottobre 2016

LA SALA DEI TROFEI



Sono sempre felice e al tempo stesso imbarazzato quando ricevo un premio. Felice, perché lieto di vedere apprezzato quel che faccio (e che faccio con passione). Imbarazzato, perché spero di meritare il riconoscimento senza strapparlo a qualcuno di più meritevole. Poi non so mai se il trofeo vada citato nel curriculum ed esibito in studio con il rischio di passare da vanaglorioso. Però, se un calciatore può farsi vanto dei suoi titoli, ogni tanto sarò concesso anche a me di sfoggiare i miei con un minimo di legittimo orgoglio. Diciamo che però la mia buona stella ha esagerato nel weekend dei primi due giorni di ottobre di questo 2016, dopo avermi regalato una primavera ugualmente ricca di soddisfazioni. Nel giro di dodici ore sono stato infatti insignito di due riconoscimenti fra i più ambiti e desiderati da ogni autore di fumetti: il Premio "U Giancu" a Rapallo e il Romics d'Oro a Roma.



In passato ho potuto mettere sullo scaffale un Premio Gian Guinigi ricevuto a Lucca Comics nel 2003, che si era andato ad aggiungere ai Premi ANAFI e Fumo di China. Poi nel 2006 ho avuto il Premio If e 2015 il Premio Andrea Pazienza, quindi targhe e trofei mi sono stati assegnati da parecchie parti in Italia e all'estero. Ne ho parlato in un post di questo blog intitolato "Ho vinto qualche cosa". Non posso che ringraziare chi ha avuto stima e apprezzamento per il mio lavoro. 





Per fare la cronaca, però, delle giornate di inizio ottobre appena trascorse, comincerò con il mostrarvi la foto qua sopra scattata davanti al Castello di Rapallo, sede di una grande mostra di tavole originali tutta dedicata alla storia della Sergio Bonelli Editore e intitolata "Bonelliana", nell'ambito della kermesse fumettistica "Rapalloonia", giunta alla 44° edizione. Complimenti agli organizzatori! A fare da poster della manifestazione una bella illustrazione di Emiliano Mammucari, con Julia, Mister No e Zagor. Questi personaggi sono anche protagonisti di tre storie ambientate a Rapallo o che comunque hanno a che fare con la cittadina ligure. Io e Walter Venturi abbiamo realizzato quella dello Spirito con la Scure,  dodici tavole (secondo me ben riuscite, soprattutto per merito di Walter) in cui il Re di Darkwood e Cico incontrano Carlo Chendi e la strega Nocciola - e di più non voglio dirvi. Farete bene però, secondo me, a procurarvi il catalogo che raccoglie tutti e tre gli episodi, in vendita anche in fumetteria. Sul catalogo compare anche un mio articolo in ricordo di Gallieno Ferri

A Rapalloonia c'è stato anche il raduno autunnale del Forum SCLS, i cui frequentatori hanno affollato un incontro con il pubblico mio e di Venturi. Subito dopo, Luca Raffaelli ha moderato e stimolato un dibattito sulla sceneggiatura con Paola Barbato, Diego Cajelli, Claudio Chiaverotti e il sottoscritto: non sono mancati i motivi di interesse.

In un auditorium a due passi del mare si è svolta poi una cerimonia presentata dal bravo Gianni Fantoni, attore straordinario e mostro da palcoscenico (perfetto per interpretare Cico, con lui stesso ha convenuto con me). Quindi, a seguire, cena dal mitico "U Giancu", ristorante tempio delle nuvole disegnate perché il suo proprietario, Fausto Oneto, ha tappezzato le pareti di tavole originali e decorato fumettosamente tutto il locale. Come tradizione, proprio Fausto ha consegnato il premio "U Giancu" a tre autori: insieme a Daniele Caluri e Gigi Cavenago quest'anno è toccato anche a me. Commosso ho ritirato il bel trofeo, realizzato su un bozzetto del grande Lele Luzzati, davanti a una folta platea di colleghi, in una sala che ha visto ospitati più grandi autori del mondo (tra i quali persino Carl Barks). Ho dedicato il premio a Sergio Bonelli e a Gallieno Ferri, senza i quali io non avrei mai potuto raggiungere quel risultato. Qui di seguito un po' di foto, prima di riprendere il discorso parlando di Romics.


Il catalogo di "Rapalloonia" con le tre storie inedite di Mister No, Zagor e Julia


Moreno Burattini e Walter Venturi con la nostra storia in cui Zagor va a Rapallo


La storia di Zagor "Il sortlegio della strega"

Il mio articolo su Gallieno Ferri



Walte Venturi e Moreno Burattini con Carlo Chendi



Carlo Chendi ha sceneggiato questa storia di Martin Mystére


Il cosplayer di Zagor a Rapalloonia


Lola Airaghi, una donna contesa tra due uomini: sta disegnando Morgan Lost per Chiaverotti e Zagor per me



Gianni Fantoni si propone per interpretare Cico


Io con Maurizio Mantero, braccio destro di Berardi e realizzatore della storia a fumetti con Julia a Rapallo

Dopo aver dormito tre ore, sono ripartito in aereo da Genova atterrando a Roma. Lì, gli amici di Romics mi hanno ricevuto con tutti gli onori mettendomi al collo il badge che vedete nella foto qui sotto.




Dopodiché, verso mezzogiorno, ho partecipato alla cerimonia di premiazione ricevendo il Romics d'oro con gli illustratori Gabriele dell'Otto e David Lopez. Sul palco ho potuto incontrare di nuovo anche il maestro Vince Tempera che avevo conosciuto nella precedente edizione della kermesse. Anche in questo caso che emozione poter stringere un trofeo così prezioso, ottenuto prima di me da autori straordinari. Ringrazio chi ha voluto accostare il mio nome al loro, nell'albo d'oro.

Gabriele Dell'Otto, David Lopez e Moreno Burattini





A seguire, ho partecipato a incontro con il pubblico moderato da Diego Paolucci, con anche Alessandro  Piccinelli, Mauro Laurenti e Roberto D'Arcangelo. A seguire, sessione di firme nel bookshop della manifestazione sulle copie del mio libro di racconti "Dall'altra parte" (Cut Up). Fra le tante persone incontrate (tutte mi sono sembrate entusiaste e amichevoli) c'è stata anche la "maestra a fumetti" Anna Teresa Fiori, che legge Zagor con le sue scolaresche - e di cui abbiamo parlato anche su questo blog. Il viaggio da Milano alla Liguria per poi passare a Roma e tornare in Lombardia è stato faticoso ma quante soddisfazioni: premi a parte, mi è sembrato di percepire apprezzamento anche per la scelta di Piccinelli come nuovo copertinista, oltre che attesa e fermento per le storie che arriveranno. 

Adesso gli appuntamenti con il sottoscritto sono: sabato 8 ottobre, ore 17 a Pistoia presso la Biblioteca San Giorgio; e sabato 15 ottobre 2015, ore 16, presso Games Academy in Viale Gran Sasso a Milano.  A fine mese, ovviamente, ci sarà Lucca Comics. Poi sarà la volta di Cava dei Tirreni, dove il 13 Novembre incontrerò i lettori con Raffaele Della Monica. Vedete qui sotto le locandine degli eventi.
Vi aspetto tutti, dovunque capiterà.





Autografi


Con il nastro rosa

Vince Tempera e il sottoscritto



La "maestra a fumetti" Anna Teresa Fiori, che da anni sperimenta le nuvole disegnate nella sua didattica