martedì 11 giugno 2013

INTOPPI CATANESI

In partenza per Catania!
Venerdì, sabato e domenica 7, 8 e 9 giugno 2013 si è svolta a Catania la terza edizione di “Etna Comics”. Io sono stato invitato a partecipare sia alla prima che alla seconda, e quando mi hanno chiesto di intervenire anche a quella di quest'anno, ho cominciato a pensare di venir considerato la mascotte della manifestazione. Ricordo i timori degli organizzatori nel 2011, quando non si sapeva se una kermesse del genere potesse richiamare abbastanza pubblico da giustificare il grande sforzo fatto per allestirla: andò benissimo, entusiasmo alle stelle. Nel 2012 l'exploit si è ripetuto, e nel 2013 l'evento è cresciuto ancora. Una grande festa per il pubblico ma anche per gli autori, invitati sempre più numerosi. La crescita è però anche culturale, dato che si sono moltiplicati i dibattiti, gli incontri e gli spazi espositivi. 

In particolare questa volta Catania ha ospitato una grande mostra su Sergio Toppi, allestita a pochi mesi dalla scomparsa del grande autore: un viaggio attraverso l'intera carriera di un immenso artista, curato con competenza e passione da Marco Grasso, riuscito a realizzare un excursus più che esaustivo su tutti gli aspetti, anche quelli meno noti e più insospettabili della sua produzione. Io stesso, che credevo di conoscere abbastanza bene l'opera del maestro milanese, ho scoperto sue illustrazioni per Quattroruote o per Selezione dal Readers Digest, così come scatole di giochi di società o tavole viste soltanto all'estero. Mi auguro che la mostra possa diventare itinerante perché vale davvero la pena di essere ammirata (in ogni caso resterà visibile a Catania ancora per qualche settimana, fino al 28 giugno). In chiusura, sono esposti alcuni omaggi di autori siciliani a Sergio Toppi, tra cui una tavola di Joevito Nuccio, quella che vedete in questa foto, che raffigura Il Collezionista, uno dei personaggi di ideazione toppiana, con in mano la scure di Zagor e attorno a lui altri cimeli fumettistici tolti a vari eroi di carta. Una mostra senza intoppi, solo in-Toppi.

Joevito Nuccio consegna a Marco Grasso il suo omaggio a Sergio Toppi.

Tra i numerosi ospiti bonelliani protagonisti di incontri e di dibattiti c'erano anche Luca Enoch e Stefano Vietti, protagonisti di una affollata presentazione di Dragonero, la loro nuova serie, ma anche Fabio Celoni (disegnatore di Dylan Dog), Giovanni Gualdoni (sceneggiatore di Dylan Dog), Val Romeo (disegnatrice di Nathan Never e di Dylan Dog), Joevito Nuccio (Zagor), oltre, naturalmente, al sottoscritto. Sono stato impegnato in tre incontri: uno su Toppi, seguito da un workshop sui segreti della sceneggiatura, più una consegna book da parte dei giovani disegnatori, ricevuti uno a uno per dar loro dei consigli.

Ma c'erano anche da presentare due pubblicazioni che contengono qualcosa di inedito uscito dalla mia penna. La prima, è un flip-book (cioè un albetto spillato double face, leggibile nei due sensi con due diverse copertine) dedicato all’eroe di Darkwood e all’Indagatore dell’Incubo, Dylan Dog. Vedete qui sotto la copertina zagoriana opera di Joevito Nuccio. Perché i titolo "ZagoReloaDyd"? Già lo scorso anno ho diffusamente parlato su questo blog del concorso Cover Reloaded, dedicato alle copertine di Gallieno Ferri: si trattava di vedere giovani artisti alle prese con una loro personale rielaborazione delle cover del maestro ligure. Quest'anno, il Contest si è occupato di Dylan Dog e i già tanti concorrenti della prima edizione, oltre settanta, sono raddoppiati. Perciò, la copertina zagoriana di Nuccio rielabora la cover ferriana di "Luna rosso sangue", mentre la copertina dylandoghiana di Fabio Celoni rielabora quella di Claudio Villa de "La dama in nero".



Ecco infatti qui sotto la parte dylaniata. Il disegno di Celoni, così come quello di Nuccio, è stato colorato da un grande artista, Attila Juhas, un croato che vive in California e che ha un vero e proprio talento per la colorazione ma anche come videomaker, dato che sono suoi alcuni stupefacenti trailers della Zagor TV (che vi ho mostrato più volte in questo spazio). Non solo: Attila aveva anche partecipato al concorso Cover Reloaded dello scorso anno, piazzandosi secondo. 



Ecco qui sotto il flip book come appare di costola, in modo da farvi vedere anche l'effetto double face. Costa 6 euro, conta 48 pagine a colori di carta ad alta grammatura, è curato da Marco Grasso e Giuseppe Reina e si può richiedere proprio a quest'ultimo scrivendo all'indirizzo tommasar@yahoo.it


Ma cosa contiene il flip book? A metà dell'albo, per dividere la sezione zagoriana da quella di Dylan Dog, c'è una celebre illustrazione di Gallieno Ferri che mostra lo Spirito con la Scure e l'Indagatore dell'Incubo combattere insieme contro gli zombi (un disegno realizzato per il n° 3 di Dime Press, una rivista in cui io avevo una qualche responsabilità, all'epoca, come qualcuno saprà).


Poi, nella sezione zagoriana, c'è una mia intervista a proposito di come nascono le copertine di Zagor (ecco qui sotto la pagina aperta). Ma c'è anche un ricco dossier sul concorso Cover Reloaded con la riproposizione dei tre lavori arrivati primo, secondo e terzo lo scorso anno (molto belli da vedere e confrontare con gli originali ferriani). A seguire, le matite, inedite, di alcune copertine realizzate da Mauro Laurenti per l'edizione storica croata. Anche nella parte dylandoghiana c'è una intervista in cui Giovanni Gualdoni spiega come si realizzino le cover di Dylan e alcuni studi inediti di copertine di Angelo Stano e Bruno Brindisi.


Ma, e qui arriviamo al mio contributo davvero inedito, "ZagoReloaDyd" contiene anche due mie storie zagoriane  mai pubblicate prima. Si tratta, per la verità di sole due tavole, ma ciascuna racconta una breve avventura spiritosa, disegnate e colorate da Attila Juhas. Attila si è anche incaricato di colorare le tre storielle mie, di Marco Verni e Gianni Sedioli in cui Zagor incontra i suoi autori. Tre storielle che si erano già viste, ma qui sono a colori. Dunque, una chicca collezionistica da non perdere.


Un altro mio contributo è inserito nel bellissimo catalogo curato da Marco Grasso in occasione della mostra su Sergio Toppi di cui vi ho parlato. Il catalogo, intitolato "L'incanto del segno", conta 170 pagine a colori, e costa 25 euro (verrà distribuito anche fuori dal contesto di Etna Comics). 


Io ho scritto un articolo dal titolo "Il Meraviglioso Toppi", dedicato all'opera del maestro milanese sulle pagine del "Messaggero dei Ragazzi", rivista spesso abbreviata in "Mera" (nella foto sotto, la pagina aperta). Ma accanto a me, anzi, prima di me, ci sono le firme di Milo Milani, Michel Jans, Laura Battaglia, Alfredo Castelli, Gianni Brunoro, Luigi Marcianò, Stefano Gorla, Sergio Zaniboni e molti altri che hanno voluto scrivere una loro testimonianza.



Oltre agli articoli, sono riprodotte tutte le tantissime opere esposte in originale nella mostra.


A proposito di Michel Jans, di cui ho citato il nome: si tratta del titolare delle edizioni Mosquito, in Francia, una Casa editrice che pubblica Toppi oltralpe (oltre a occuparsi anche di vari artisti italiani). La Mosquito ha dedicato all'illustratore, poco dopo la morte, un suo libro-ricordo con foto e disegni, da titolo: "Arrivederci, artista". Eccolo qui sotto.



Nella foto qui sotto sono con Jans in Piazza del Duomo a Catania insieme a Marco Grasso, curatore della mostra. Michel parla benissimo italiano e ho trascorso ore molto piacevoli con lui, sentendolo raccontare mille aneddoti dei suoi viaggi e dei suoi incontri con autori famosi.



Nella stessa piazza della foto qui sopra, io e Michel ci siamo seduti a far colazione con la brioche calda, la granita (mandorla e pistacchio) e il tè e il caffè: una squisitezza.

Colazione catanese

Oltre ai libri, le storie a fumetti, gli incontri con gli autori e gli editori, a Catania ci sono stati anche tanti momenti di festa in mezzo ad amici e a tanti lettori. Posso dire ormai di avere un sacco di amici siciliani, e non mi riferisco solo a Joevito Nuccio, divenuto una delle colonne grafiche di Zagor, che è venuto a Etna Comics portando a far vedere in giro in anteprima le stupefacenti tavole della sua prossima storia. Oltre a Joe, ci sono ovviamente Marco Grasso e Giuseppe Reina con le rispettive e adorabili consorti, e poi tutta una serie di altre carissime persone come Luigi Nigrelli o Monia Barbagallo (e qui mi fermo per non citare centoventi nomi). Ho avuto però anche la ventura di conoscere dei nuovi simpatici sodali di future zingarate, fra cui Massimo e Salvatore, i due che vedete nella foto qui sotto, che mi hanno contattato via Twitter e hanno voluto festeggiare il nostro incontro con un vassoio di dolci tipici catanesi, gli iris.

La consegna degli iris.

Poiché il vassoio era troppo ricco perché lo potessi finire da solo, ho chiesto a Luca Enoch e Stefano Vietti che mi aiutassero a far fuori le bombe caloriche che mi erano state lanciate contro. Come vedete dalle foto che seguono, Luca e Stefano non si sono fatti pregare.

Luca Enoch

Stefano Vietti
A proposito di Twitter, sono stati tanti quelli che mi hanno avvicinato per farmi, entusiasti, i loro complimenti. "Per lo Zagorone?" chiedevo io. E loro: "No, per Twitter, il blog e Facebook!". Però, devo dire, lo Zagorone di Gallieno Ferri ha ricevuto lodi da parte di tutti. Grazie, davvero, per come lo avete accolto. Nella foto sotto sono con Salvo, un edicolante di una fornitissima rivendita del centro storico, che ha ricevuto venti Zagoroni e ne ha venduti quindici: gliene rimangono solo cinque, perciò affrettatevi!

L'edicolante Salvo
A proposito anche di bombe caloriche, ecco qui sotto la torta di compleanno che io e altri 20 siciliani ci siamo spartiti al termine di una cena in un ristorante, sabato sera.



Si tratta della torta per i 52 anni di Giuseppe "Ramath" Reina, che la stessa età di Zagor: lo vedete qui sotto davanti al dolce prima di spegnere la fatidica candelina. Auguri!


Moreno Burattini, Marco Grasso, Giuseppe Reina, Joevito Nuccio a Catania.

3 commenti:

Mario ha detto...

Ciao Moreno
Ringraziandoti per le tante pubblicazioni su Zagor e i suoi autori,ti volevo proporre una mia idea/desiderio per farne una ulteriore. Io posseggo una collezione completa di Zagor, Tex e Mister no, tutte queste testate sono arrichite dalla rubrica della posta dove Sergio Bonelli ci raccontava di suoi ricordi e riflessioni cosa che ho sempre molto apprezzato. Non solo mi piacebbe averle tutte raccolte, ma mi piacerebbe leggere tutte quelle che scriveva per le tante ristampe che io non ho mai letto. Ne verrebbe fuori un volume forse solo per ultra appasssionati, ma lo gradirei molto. Il titolo potrebbe essere "Parola di Sergio Bonelli"
Saluti
P.s. Se poi ci fossero dentro anche i suoi scritti sui suoi viaggi che ci sono sul sito dell'editore, allora sarebbe proprio perfetto.

Anonimo ha detto...

Anche stavolta è stata una bella manifestazione. Riconosco l'enorme sforzo degli organizzatori a cui tutti noi dobbiamo essere grati. Ma si può fare di più: ci sono due nei in questa kermesse giunta alla terza edizione. La prima è che sono mancati i grandi editori e in special modo quelli che hanno il loro "core business" nella distribuzione in edicola. Sergio Bonelli Editore, Disney Italia, Astorina, Aurea Editoriale. Quattro editori accomunati dal fatto che non solo operano prevalentemente o esclusivamente nel mercato dell'edicola ma producono anche fumetti propri, con autori nostrani. Avere tutti o parte di questi editori spero sia uno dei futuri obiettivi di Etna Comics, perchè sarebbe un concreto passo in avanti. E' vero che gli ospiti non mancano mai e sono di grande qualità ma vedere, per esempio lo stand della Sergio Bonelli Editore in via ufficiale, come avviene a Lucca o a Romics o a Napoli Comicon, vorrebbe dire la definitiva consacrazione di questa mostra mercato a livello nazionale. Il pubblico medio, che piaccia o meno, ha ancora come riferimento l'edicola che però risulta sempre più un luogo che penalizza il fumetto, spesso sommerso da collane di bigiotteria, spazzole, tazze da caffè e dagli Amici Cucciolotti. L'altro elemento che mi ha fatto storcere il naso è che, in contrasto al primo aspetto, Etna Comics sembra sempre più non "comics oriented" ma "cosplay friendly". Troppi cosplayer, troppo caos. Vorrei ricordare che molti di costoro fumetti non ne leggono, non ne comprano, vengono per esibirsi e per intasare i corridoi mettendosi in posa per farsi fotografare. E basta. I padiglioni con le bellissime mostre realizzate non li ho visti affollati (ma forse sono stato fortunato particolarmente). Dal punto di vista dell'organizzazione pagano il biglietto e portano soldi ma se l'obiettivo e fidelizzare nuovi potenziali lettori verso il media fumetto, la mia opinione è che molto ci sia da migliorare e dipenderà dal taglio futuro che vorrà darsi alla manifestazione. Per il resto, incontrare Moreno e tutti gli altri amici è stato per me bello e gratificante.
Alla prossima !

Marin

Marco Grasso ha detto...

Grazie per la bella recensione Moreno. Le fatiche vengono ripagate da questi apprezzamenti. Senza Moreno ogni manifestazione perderebbe una bella dose di verve. Non cambiare mai.